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Sicurezza sul lavoro 2026: obblighi formativi per lavoratori e datori di lavoro

360Forma
29 Ottobre 2026

Garantire la sicurezza sul lavoro significa anche assicurarsi che ogni persona presente in azienda abbia ricevuto una formazione adeguata alle attività che svolge e ai rischi ai quali è esposta. Per il datore di lavoro, questo comporta una serie di obblighi che non si esauriscono nell’organizzazione di un corso iniziale, ma comprendono aggiornamenti periodici, formazione specifica per determinate figure e verifiche sull’efficacia dell’apprendimento.

Nel 2026 la formazione sulla sicurezza deve essere organizzata tenendo conto del D.Lgs. 81/2008 e del nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha riordinato la disciplina dei percorsi formativi e introdotto importanti novità, anche per i datori di lavoro.

Ma quali corsi deve frequentare un dipendente? Quante ore servono per formare un preposto o un dirigente? E quali responsabilità rimangono in capo all’azienda? Vediamo come individuare gli obblighi formativi e organizzare correttamente la formazione.

Cosa prevede il D.Lgs. 81/2008 sulla formazione dei lavoratori?

Il D.Lgs. 81/2008 rappresenta il principale riferimento normativo per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 

La formazione occupa un ruolo centrale in questo sistema perché permette ai lavoratori di riconoscere i rischi legati alle proprie mansioni e di conoscere le misure necessarie per prevenirli.

L’articolo 37 attribuisce al datore di lavoro la responsabilità di assicurare una preparazione adeguata ai dipendenti. Questo significa che non è sufficiente iscrivere tutti a un corso standard: la formazione deve essere coerente con le attività effettivamente svolte, con i rischi presenti e con il livello di responsabilità di ciascuna figura aziendale.

Un’azienda che utilizza macchinari industriali, ad esempio, avrà esigenze differenti rispetto a un’impresa nella quale i lavoratori svolgono prevalentemente attività d’ufficio. Allo stesso modo, chi ha compiti di vigilanza sulla sicurezza deve ricevere una preparazione diversa rispetto a chi non ricopre quel ruolo.

La normativa richiede inoltre che la formazione venga organizzata senza costi per i lavoratori e durante l’orario di lavoro. Il datore deve considerare anche le competenze linguistiche dei partecipanti, affinché i contenuti risultino effettivamente comprensibili.

Accordo Stato-Regioni 2025: quali novità si applicano alla formazione sulla sicurezza nel 2026?

Il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione in materia di sicurezza, approvato il 17 aprile 2025 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 2025, ha introdotto un quadro unitario per diversi percorsi formativi disciplinati dal D.Lgs. 81/2008.

L’obiettivo è rendere più omogenei i criteri utilizzati per organizzare i corsi, definire i contenuti minimi, verificare l’apprendimento e documentare la formazione svolta.

Per le aziende, le novità più rilevanti riguardano la formazione dei datori di lavoro, il percorso destinato ai preposti, le modalità consentite per l’erogazione dei corsi e una maggiore attenzione alla verifica delle competenze acquisite.

Il periodo transitorio generale di dodici mesi previsto dall’Accordo si è concluso nel maggio 2026. Occorre tuttavia considerare le disposizioni transitorie specifiche previste per alcune figure, soprattutto per i datori di lavoro, e le regole sul riconoscimento della formazione già svolta.

Quali corsi sulla sicurezza sono obbligatori nel 2026?

Gli obblighi formativi dipendono dal ruolo ricoperto nell’organizzazione e dai rischi connessi all’attività.

Figura aziendaleFormazione iniziale minimaAggiornamento
Lavoratori8, 12 o 16 ore6 ore ogni 5 anni
Preposti12 ore aggiuntive rispetto alla formazione dei lavoratori6 ore ogni 2 anni
Dirigenti12 ore6 ore ogni 5 anni
Datori di lavoro16 ore6 ore ogni 5 anni
Datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPPCorso datore di lavoro, più modulo comune di 8 ore ed eventuali moduli integrativi8 ore ogni 5 anni

Le durate indicate rappresentano i minimi ordinari previsti dall’Accordo. Alcuni settori, attività o incarichi richiedono moduli aggiuntivi, mentre per RSPP professionali, addetti alle emergenze, RLS e operatori di specifiche attrezzature si applicano percorsi distinti.

Formazione generale e specifica dei lavoratori: quante ore sono obbligatorie?

La formazione generale e specifica dei lavoratori costituisce il percorso iniziale attraverso il quale l’azienda fornisce ai dipendenti le conoscenze necessarie per affrontare i rischi presenti nell’ambiente di lavoro.

Il programma è articolato in due componenti. La prima riguarda i principi fondamentali della prevenzione e della sicurezza, mentre la seconda approfondisce i rischi collegati alle attività svolte.

Formazione generale dei lavoratori

La formazione generale ha una durata minima di 4 ore ed è comune ai diversi settori.

Durante questo percorso vengono affrontati i concetti essenziali della prevenzione, il funzionamento del sistema aziendale di sicurezza e i compiti delle figure coinvolte nella tutela dei lavoratori.

Per l’impresa rappresenta il primo livello di preparazione, ma non è sufficiente a completare gli obblighi formativi: deve essere accompagnato dalla formazione specifica necessaria in relazione ai rischi lavorativi.

Formazione specifica: rischio basso, medio e alto

La durata della formazione specifica cambia in funzione della classificazione del rischio applicabile e delle attività concretamente svolte.

Per il rischio basso sono previste almeno 4 ore, che diventano 8 per il rischio medio e 12 per il rischio alto. Sommando la parte generale, il percorso iniziale raggiunge quindi rispettivamente 8, 12 o 16 ore.

Non bisogna però interpretare questa classificazione come una valutazione automatica della pericolosità di ogni singola mansione. Anche all’interno della stessa azienda possono esserci lavoratori esposti a rischi differenti.

Per questo motivo è necessario partire dalla valutazione dei rischi e verificare che i contenuti del corso siano adeguati alle attività svolte. Le durate minime non impediscono all’impresa di prevedere approfondimenti ulteriori quando necessari.

Quando deve essere svolta la formazione dei neoassunti?

La formazione deve essere programmata già durante l’inserimento di una nuova risorsa, prima che questa venga destinata a svolgere attività per le quali non possiede una preparazione adeguata.

Il datore di lavoro deve quindi valutare la mansione assegnata, i rischi ai quali il dipendente sarà esposto e l’eventuale formazione precedente.

Non sempre, infatti, chi arriva da un’altra azienda deve ripetere integralmente tutti i corsi. È possibile riconoscere la formazione già svolta quando ricorrono le condizioni previste dalle regole sui crediti formativi, ma occorre verificarne la corrispondenza con il nuovo contesto lavorativo.

Lo stesso principio vale quando un dipendente cambia mansione, viene trasferito oppure deve utilizzare nuove attrezzature o tecnologie. In questi casi potrebbe essere necessario integrare la formazione, anche se gli attestati precedenti risultano ancora validi.

Formazione dei preposti nel 2026: durata, aggiornamento e nuove regole

Il preposto svolge un ruolo particolarmente importante nell’organizzazione della sicurezza, perché sovrintende alle attività lavorative e verifica che vengano rispettate le disposizioni e le procedure previste.

Per questo motivo, la formazione dei preposti nel 2026 non può essere considerata equivalente a quella destinata agli altri lavoratori.

Il nuovo Accordo Stato-Regioni prevede un corso iniziale di almeno 12 ore, al quale si accede dopo aver completato la formazione generale e specifica prevista per i lavoratori.

Il percorso approfondisce le responsabilità del preposto, le modalità di vigilanza, la gestione delle situazioni pericolose e le comunicazioni con le altre figure della prevenzione aziendale.

Ogni quanto deve essere aggiornato un preposto?

L’aggiornamento deve essere effettuato ogni due anni e ha una durata minima di 6 ore.

Si tratta di una differenza importante rispetto all’aggiornamento ordinario dei lavoratori, che mantiene invece una periodicità quinquennale.

Per l’azienda diventa quindi necessario gestire uno scadenziario distinto per i preposti, tenendo conto anche delle regole transitorie applicabili alla formazione effettuata prima dell’entrata in vigore del nuovo Accordo.

Un’altra attenzione riguarda le modalità di frequenza: la formazione e l’aggiornamento dei preposti non possono essere svolti in e-learning asincrono. Sono consentite la presenza fisica e, per le parti teoriche ammesse, la videoconferenza sincrona.

Formazione dei dirigenti sulla sicurezza: quali obblighi deve rispettare l’azienda?

La formazione dei dirigenti in materia di sicurezza deve essere organizzata considerando le funzioni gestionali e organizzative che queste figure esercitano.

Un dirigente, infatti, non ha soltanto bisogno di conoscere i rischi presenti nell’ambiente di lavoro. Deve comprendere come le proprie decisioni incidano sull’organizzazione della prevenzione, sull’attribuzione dei compiti e sull’applicazione delle misure aziendali.

Il nuovo Accordo Stato-Regioni prevede un percorso formativo iniziale di almeno 12 ore, con un modulo aggiuntivo di 6 ore per le specifiche situazioni previste nei cantieri temporanei e mobili.

L’aggiornamento è previsto ogni cinque anni, per almeno 6 ore.

Per individuare chi deve frequentare il corso, non bisogna basarsi esclusivamente sulla qualifica riportata nel contratto di lavoro. È necessario considerare le funzioni effettivamente svolte e i poteri organizzativi attribuiti alla persona.

Quale formazione deve seguire il datore di lavoro nel 2026?

Tra le novità più significative del nuovo Accordo Stato-Regioni rientra l’introduzione di un percorso formativo specifico per i datori di lavoro.

Il corso ha una durata minima di 16 ore e affronta gli aspetti giuridici, organizzativi e gestionali necessari per comprendere e governare il sistema aziendale di prevenzione.

Non si tratta quindi della stessa formazione prevista per i dipendenti. Il percorso è costruito attorno alle responsabilità del datore di lavoro, alla gestione dei rischi e al coordinamento delle figure che partecipano all’organizzazione della sicurezza.

Per le imprese affidatarie operanti nei cantieri temporanei e mobili è inoltre previsto, nei casi applicabili, un modulo aggiuntivo di almeno 6 ore.

Entro quando il datore di lavoro deve completare la formazione?

Per i datori di lavoro soggetti al nuovo obbligo, l’Accordo ha previsto un periodo specifico di prima applicazione di 24 mesi dalla sua entrata in vigore.

Di conseguenza, per le situazioni rientranti in questa disposizione, il termine è collocato nel maggio 2027.

Nel 2026 le aziende devono quindi verificare se il datore di lavoro possiede già una formazione riconoscibile ai sensi delle disposizioni sui crediti formativi oppure se deve programmare il nuovo percorso.

L’aggiornamento del corso per datore di lavoro è quinquennale e ha una durata minima di 6 ore.

RSPP: chi deve nominarlo e quale formazione è necessaria?

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è la figura che coordina il servizio incaricato di supportare l’azienda nell’individuazione dei rischi e nella definizione delle misure di prevenzione e protezione.

La designazione dell’RSPP è uno degli obblighi che il datore di lavoro non può delegare. La funzione può essere affidata a una persona interna oppure a un professionista esterno in possesso dei requisiti previsti, tenendo conto delle condizioni applicabili alla singola organizzazione.

La formazione per diventare RSPP segue un percorso specifico disciplinato dall’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008 e dal nuovo Accordo Stato-Regioni.

In via generale, il percorso comprende i moduli A, B e C, con eventuali approfondimenti specialistici in relazione al settore. La durata complessiva dipende quindi dai moduli richiesti e dagli eventuali crediti formativi riconosciuti.

Per l’RSPP è inoltre previsto un aggiornamento quinquennale di almeno 40 ore, mentre per l’ASPP l’aggiornamento quinquennale è di almeno 20 ore.

Il datore di lavoro può svolgere direttamente il ruolo di RSPP?

In determinate condizioni, il datore di lavoro può assumere personalmente i compiti del servizio di prevenzione e protezione.

Questa possibilità è disciplinata dall’articolo 34 del D.Lgs. 81/2008 e dipende dalle caratteristiche dell’attività e dai limiti stabiliti dalla normativa.

Nel sistema formativo introdotto dal nuovo Accordo, il datore di lavoro che intende svolgere direttamente questi compiti deve possedere la formazione prevista per il datore di lavoro e completare il percorso aggiuntivo specifico.

È previsto un modulo comune di almeno 8 ore, al quale si aggiungono eventuali moduli tecnici integrativi per determinati settori.

È quindi importante non confondere il corso generale destinato ai datori di lavoro con la formazione ulteriore necessaria per svolgere direttamente le funzioni di prevenzione e protezione.

DVR e formazione sulla sicurezza: perché devono essere collegati?

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è uno degli strumenti fondamentali per individuare le esigenze formative dell’azienda.

Attraverso la valutazione dei rischi vengono analizzate le attività svolte, i pericoli presenti e le misure necessarie per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

La formazione deve essere costruita anche a partire da queste informazioni. Se il DVR evidenzia rischi legati all’utilizzo di particolari attrezzature, all’esposizione a sostanze pericolose o a specifiche modalità operative, il datore deve verificare quali percorsi formativi e quali attività di addestramento siano necessari.

Il collegamento tra DVR e formazione dei dipendenti diventa ancora più importante quando cambiano processi produttivi, mansioni o tecnologie.

Non è sufficiente, quindi, aggiornare il documento senza valutare le conseguenze sulle competenze richieste ai lavoratori. Una modifica significativa dei rischi può rendere necessario intervenire anche sul piano formativo.

Aggiornamento della sicurezza ogni 5 anni: vale per tutti?

Quando si parla di aggiornamento della sicurezza ogni cinque anni, bisogna distinguere tra le diverse figure aziendali.

Per i lavoratori l’aggiornamento ordinario è quinquennale, con una durata minima di 6 ore. La stessa periodicità riguarda, secondo i rispettivi percorsi, dirigenti e datori di lavoro, mentre per i preposti è previsto un aggiornamento biennale.

Anche RSPP e ASPP seguono una periodicità quinquennale, ma con monte ore differenti.

Per l’azienda questo significa che non è corretto assegnare a tutti i dipendenti una scadenza standard. Ogni ruolo deve essere associato al proprio percorso e alle regole di aggiornamento applicabili.

Bisogna inoltre considerare che la formazione può dover essere integrata prima della scadenza ordinaria, soprattutto quando intervengono modifiche rilevanti nei rischi o nelle attività.

I corsi sulla sicurezza possono essere svolti online?

La formazione online è consentita, ma non per qualsiasi percorso e non con le stesse modalità.

Il nuovo Accordo Stato-Regioni distingue tra formazione in presenza, videoconferenza sincrona ed e-learning asincrono, stabilendo quali modalità possono essere utilizzate in relazione al tipo di corso.

La formazione generale dei lavoratori, ad esempio, può essere erogata anche in e-learning nel rispetto dei requisiti previsti. Per la formazione specifica, invece, la possibilità di utilizzare modalità a distanza dipende dalle condizioni e dai limiti stabiliti dall’Accordo.

Per i preposti, come già evidenziato, l’e-learning asincrono non è ammesso per la formazione iniziale e l’aggiornamento.

Prima di scegliere un corso online, quindi, l’azienda dovrebbe verificare non soltanto la durata e il programma, ma anche che la modalità proposta sia effettivamente consentita per il percorso interessato.

Come documentare la formazione e conservare gli attestati?

Per dimostrare che gli obblighi formativi sono stati rispettati, l’azienda deve poter ricostruire quali corsi sono stati effettuati, da chi e con quali risultati.

Il nuovo Accordo Stato-Regioni disciplina la documentazione dei percorsi formativi e prevede che il soggetto formatore predisponga un fascicolo del corso, conservandolo per almeno 10 anni.

Il fascicolo comprende la documentazione relativa all’organizzazione del percorso, ai partecipanti, alle presenze, ai docenti e alle verifiche dell’apprendimento.

Per il datore di lavoro è utile affiancare a questa documentazione una gestione interna degli attestati e delle scadenze. Un registro o una matrice formativa aziendale permette di controllare rapidamente la situazione di ciascun dipendente e di individuare eventuali aggiornamenti mancanti.

Non si tratta soltanto di archiviare documenti: la tracciabilità consente di organizzare meglio la formazione e di verificare la corrispondenza tra ruoli, mansioni e percorsi completati.

Cosa rischia l’azienda se non rispetta gli obblighi formativi?

La mancata formazione dei lavoratori può comportare conseguenze rilevanti per il datore di lavoro, perché rappresenta una violazione degli obblighi previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza.

Il sistema sanzionatorio del D.Lgs. 81/2008 prevede, a seconda della disposizione violata e delle circostanze, sanzioni di natura penale e amministrativa.

Le responsabilità possono diventare particolarmente significative quando una formazione assente o inadeguata contribuisce al verificarsi di un infortunio.

Per questo motivo, il rispetto degli obblighi non dovrebbe essere valutato soltanto attraverso la presenza di un attestato. È necessario verificare che la formazione sia adeguata, che i lavoratori abbiano acquisito le conoscenze necessarie e che le procedure di sicurezza siano concretamente applicate.

Come organizzare la formazione obbligatoria sulla sicurezza nel 2026?

Per gestire correttamente la formazione sulla sicurezza, il primo passaggio consiste nel verificare l’organizzazione aziendale e individuare le persone che ricoprono ruoli specifici: lavoratori, preposti, dirigenti, RSPP e datore di lavoro.

Successivamente è necessario collegare le mansioni ai rischi individuati nel DVR, controllare la formazione già svolta e verificare se gli attestati posseduti siano riconoscibili secondo la normativa applicabile.

Da questa analisi puoi costruire un piano formativo che tenga conto dei nuovi ingressi, dei cambiamenti organizzativi, dei corsi iniziali e degli aggiornamenti periodici.

Nel 2026 è particolarmente importante considerare anche le disposizioni del nuovo Accordo Stato-Regioni, che hanno modificato alcuni percorsi e introdotto nuovi obblighi per i datori di lavoro.

360 Forma propone percorsi di formazione e aggiornamento professionale che possono aiutare le aziende a organizzare la preparazione del personale in relazione agli obblighi normativi e alle esigenze operative.

Pianificare correttamente la formazione significa sapere quali persone devono frequentare un corso, quali contenuti sono necessari, entro quando completare il percorso e come documentarne lo svolgimento. È questo il punto di partenza per mantenere sotto controllo gli adempimenti e integrare la sicurezza nella gestione ordinaria dell’impresa.

FAQ – Domande frequenti sulla formazione sicurezza 2026

Quante ore di formazione sulla sicurezza deve fare un lavoratore?

La durata iniziale minima è di 8, 12 o 16 ore, in funzione della formazione specifica richiesta. Il percorso comprende sempre 4 ore di formazione generale, alle quali si aggiungono almeno 4, 8 o 12 ore di formazione specifica.

La formazione sulla sicurezza è obbligatoria anche nelle aziende con pochi dipendenti?

Sì. Gli obblighi di formazione non dipendono esclusivamente dalle dimensioni dell’impresa. Anche una piccola azienda deve assicurare ai lavoratori la formazione prevista in relazione alle attività svolte e ai rischi presenti.

Un attestato di sicurezza ottenuto in un’altra azienda è ancora valido?

Può essere riconosciuto, ma bisogna verificare il percorso effettuato, la formazione specifica richiesta dalla nuova attività e le condizioni previste per il riconoscimento dei crediti formativi. Il cambio di datore di lavoro non comporta automaticamente l’obbligo di ripetere ogni corso.

Chi paga i corsi obbligatori sulla sicurezza?

La formazione obbligatoria dei lavoratori prevista dal D.Lgs. 81/2008 deve essere organizzata senza oneri economici per i dipendenti e durante l’orario di lavoro.

Ogni quanto va rinnovato l’attestato di sicurezza?

La periodicità dipende dal ruolo e dal percorso. Per i lavoratori l’aggiornamento ordinario è previsto ogni cinque anni, mentre per i preposti è biennale. Altre figure possono avere obblighi e monte ore specifici.